Le tappe

Da sapere

Il cammino si svolge in 7 tappe ovvero 7 giornate di cammino; parte da Arquata Scrivia stazione e ritorna ad Arquata attraversando la Val Borbera; si serve di sentieri CAI, di vecchie mulattiere e in alcuni tratti di strade asfaltate non trafficate.

Il percorso non presenta per ora una segnaletica specifica. Chi vuole testarlo deve dotarsi delle tracce gps di ogni tappa disponibili su questa pagina, e seguirle precisamente insieme alla relativa guida testuale (che consigliamo di stampare). Cosa occorre fare, se lo fai per la prima volta: scarica la traccia di ogni tappa in formato GPX sul tuo smartphone (sopra ogni mappa vedrai l’indicazione “Scarica la traccia”); apri una app di mappe gratuita come View Ranger o Open Street Map; importa il file traccia, il quale comparirà sulla mappa (di solito con la funzione “Importa”); attiva la posizione GPS del telefono per seguire il tuo spostamento sulla traccia e verificare puntualmente di stare seguendo la strada giusta.

Cosa portare nello zaino? Di sicuro un paio di sandali o scarpe da acqua per affrontare il tratto della seconda tappa nel greto del Borbera. Guarda tutti i consigli per lo zaino

tappa 1

1. ARQUATA SCRIVIA – PERSI

Lunghezza: 13 km
Durata indicativa: 3,5 ore

Guida minima della tappa 1

Diamo le spalle alla stazione di Arquata Scrivia [punto acqua]: si va a sinistra e si percorre tutta la strada asfaltata che costeggia i binari; in fondo si svolta a sinistra sul ponte che attraversa i binari; si prosegue sulla strada asfaltata tra le case fino al ponte sul torrente Scrivia; si percorre il ponte sulla passerella pedonale di sinistra. Si supera un tunnel e si svolta a sinistra in salita; entriamo nel paese di Varinella. Davanti alla chiesa [punto acqua] si prosegue a sinistra fino a trovare il cartello del sentiero CAI 270, che scende sulla destra. Si arriva al torrente Spinti, quasi sempre in secca, e lo si attraversa riprendendo il sentiero CAI 270 indicato sull’altra sponda. Il sentiero sale nel bosco per un po’, fino ad incrociare uno sterrato più ampio e pianeggiante; si continua a seguire i segni CAI (rinforzati da alcuni nastri biancorossi qua e là) costeggiando la recinzione della Tenuta Basini; si attraversa il canale di un ruscello secco; poi in un breve tratto c’è un cavo d’acciaio per tenersi meglio alla rete, dove le frane invernali hanno colpito più duramente; il bosco può risultare fitto di cespugli, ma seguendo la traccia GPS, la rete di cinta e i segni biancorossi non ci si può perdere; si supera un ponticello di legno e poi un canaletto franato, grazie ad alcuni gradini; giunti al cancello della Tenuta Basini, si continua verso destra; al bivio, si continua dritti, sulla sinistra, fino ad arrivare al bivio con il sentiero CAI 275. Si segue il 275 che percorre un crinale boscoso, fino a prendere la deviazione indicata 276 per Castel Ratti; si raggiunge il paese dove è possibile fare sosta (momentanea o di fine tappa) al Ristorante Ospitale Il Fiorile [punto acqua]. Spalle alle alture, si prosegue su strada asfaltata verso destra; si supera il paesino di Liveto e poi il paese di Cerreto Ratti [punto acqua]. Uscendo da Cerreto, dopo il cimitero si imbocca la passerella sul torrente Borbera, e si entra in Persi. Per raggiungere il posto tappa Casa dei Cedri o l’area tende si prosegue in salita fino alla chiesa.


tappa 2

2. PERSI – ALBERA ligure

Lunghezza: 19 km
Durata indicativa: 6,5 ore

Guida minima della tappa 2

Da Persi [punto acqua] si segue la provinciale verso monte, uscendo dal paese; ci si trova di fronte un castello in curva; a sinistra del castello si prende un sentiero che sale nel bosco e sbuca subito su una strada asfaltata che seguiamo salendo fino ad una fonte [punto acqua] e poi al borgo di Roncoli. A sinistra della chiesetta si prende il sentiero; al primo bivio si sale verso destra; al secondo bivio si prende a destra; al terzo bivio (un crocevia) si continua diritti a salire; si segue il sentiero fino a immettersi su una strada perpendicolare in piano; si prosegue verso sinistra e si rimane su questo sentiero fino a sbucare in un’ampia radura dove si nota una torretta di avvistamento in legno; in cima al prato si incrocia il sentiero CAI 207 che si segue verso destra, a salire; si arriva al bivio con indicazione Rivarossa, e poco dopo si sbuca in una radura panoramica; si prosegue sul sentiero CAI 208 in piano e discesa fino alla chiesetta sospesa sul crinale; poco più avanti si entra nel borgo abbandonato di Rivarossa, dove si trova un bivacco CAI sempre aperto. Si prosegue sul sentiero 208 in decisa discesa nel bosco fino a raggiungere la strada provinciale e il Pub La Tana [punto acqua].

Si attraversa la strada e si imbocca una traccia in discesa nel bosco che piega verso sinistra e porta al greto del torrente Borbera (le Strette). Qui è fondamentale analizzare la forza della corrente: in caso di stagione invernale (acqua gelida) o di portata superiore alla norma (fatica ad attraversare) è fortemente consigliato per la propria sicurezza di tornare sulla strada e svolgere su asfalto il tratto fino a Pertuso. Se il torrente ha la sua portata consueta, si può procedere a risalirne il corso per circa 1 km effettuando 5-6 attraversamenti nei punti dove l’acqua è più bassa. Per questo tratto è obbligatorio dotarsi di sandali o di scarpe da acqua. Si incontra una sorgente pietrificante in un’ansa sulla destra. Poco dopo si apre sulla destra la gola di un affluente, il rio Avi, quasi sempre in secca. Qui c’è un punto breve ma delicato, di livello EE (escursionisti esperti): occorre seguire per 20 metri un tracciolino indicato da frecce di pittura rossa, che si inerpica sulla collinetta rocciosa tra i due torrenti. Si raggiunge il limitare del bosco e si imbocca un antico sentiero in costa, segnato da nastri bianchi, che in mezzora conduce al Ponte di Pertuso. (Anche gli ultimi 15 metri prima del ponte sono un passaggio EE protetto da un cavo d’acciaio). Superato il ponte si sale alla provinciale; si prende a destra e si incontra la Locanda Pertuso [punto acqua]. Si prosegue su strada provinciale entrando in Cantalupo [punto acqua]. Qui conclude la tappa chi pernotta al b&b Griffondoro o al b&b La Stalla dei Ciuchi.

Chi prosegue, nella curva del paese imbocca sulla destra il vicolo Via Santa Caterina; si supera il lago da pesca e si prosegue dritti su prato lungo il canale; in fondo ci si immette sull’argine di cemento fino a confluire sulla strada provinciale; si prosegue fino al bivio e si prende a destra entrando a Rocchetta Ligure [punto acqua], borgo storico con il museo della resistenza e della civiltà contadina. Dalla piazza centrale si prende il vicolo a destra del bar e si raggiunge l’argine, percorrendolo verso destra fino in fondo; si attraversa dritti il torrente e si risale di là accanto alla cappellina di Astrata; si prosegue sulla provinciale fino ad entrare in Albera Ligure. Superato il bar [punto acqua] si scende a sinistra e poi subito a destra, e si imbocca la ripida salita che costeggia il cimitero; la strada si fa sterrata e in cima si immette su una strada asfaltata più dolce; si prosegue verso sinistra e si arriva all’ingresso dei terreni di Cascina Barbàn (Cantine di Figino), dove conclude la tappa chi dorme in tenda.


tappa 3

3. ALBERA – COSOLA

Lunghezza: 15 km
Durata indicativa: 5 ore

Guida minima della tappa 3

Da Cascina Barbàn [punto acqua] si torna indietro sulla stradina di 50 metri, e si imbocca un sentiero che sale sulla sinistra; il sentiero sbuca sulla strada asfaltata, che si segue a salire fino al bivio per Vigo; si prende a destra per Vigo e dopo un po’ si entra nel paese; in mezzo a due case sulla sinistra si imbocca la vecchia mulattiera in costa che va verso Centrassi; si arriva ad un crocevia in prossimità di Centrassi, ma invece di entrare nel paese (lo si vede sulla destra) si prende il sentiero a sinistra e si entra nel bosco; teniamo d’occhio la traccia gps in occasione di alcuni bivi; il sentiero sale per un po’ fino a un colle boscoso; poi scende diretto fino al paese di Casella; si scende su strada asfaltata, si taglia il tornante usando le scalette sulla destra, e si arriva a Cabella Ligure. Dalla piazza centrale [punto acqua] si entra nei vicoli sulla sinistra e si raggiunge la chiesa; si prende la Via per Teo che sale ripida a destra della chiesa; si passa accanto al Palazzo Doria; si sbuca sulla strada asfaltata; la si segue in costa fino al primo tornante, si fa la curva e poco dopo una casa si piega a destra su un sentiero; si prosegue sul sentiero fino a raggiungere l’estremità alta del paese di Teo [punto acqua]. Il paese è un museo a cielo aperto dedicato agli emigranti e alla nonna di papa Francesco.

Dal punto nel quale si è arrivati sulla strada, si prosegue a destra pochi metri e si prende il primo sentiero in salita a sinistra di una casa; si segue il sentiero a salire fino a sbucare sulla strada asfaltata; si prosegue verso destra; nella curva si imbocca un sentiero sulla destra che sale fino al paese di Piuzzo [punto acqua]. In fondo al paese si prosegue sul sentiero CAI 225 diretto a Cosola. Si incontrano alcune fontane [punto acqua]. Il tratto finale, dalla cappellina in avanti, è su strada asfaltata. L’albergo Ponte, posto tappa, si incontra nell’incrocio centrale tra le due frazioni di Cosola. Chi dorme in tenda supera l’albergo per qualche decina di metri e raggiunge un’area verde con i giochi, sulla destra sopra la strada, dove c’è una anche una tettoia.


tappa 4

4. COSOLA – VEGNI

Lunghezza: 26 km
Durata indicativa: 7,5 ore

Guida minima della tappa 4

Dal parcheggio di Cosola [punto acqua] si va a sinistra, si entra nella frazione Montaldo e si esce dal paese passando tra le case sulla sinistra; cerchiamo e seguiamo i segnavia del sentiero CAI 229 per Daglio; quando incontriamo un bivio netto restiamo sul sentiero di destra, lasciando il sentiero CAI; proseguiamo in discesa, poi in costa e poi in salita fino a ritrovare la strada asfaltata in prossimità del paese; imbocchiamo una stradina sulla destra che entra a Daglio [punto acqua]; si scende fino a trovare un ampio parcheggio sulla sinistra; si prende la strada che sale; 50 metri dopo il tornante si imbocca una strada carrabile sulla destra, che sale per un po’ fino ad una colonia estiva isolata e panoramica; qui si imbocca un sentiero in discesa, visibile a occhio proprio sul ciglio del pianoro, e lo si segue fino al paese di Cartasegna. Si entra in paese e all’altezza del fontanile [punto acqua] si piega a destra; la stradina scende ripida al fiume; si supera il ponte romanico e si prosegue a lungo nel bosco su sentiero, diretti verso Carrega; si incontrano due bivi in tutto: al primo si tiene la destra, al secondo si sale a sinistra; il sentiero sbuca sulla strada asfaltata, che si segue a salire facendo due lunghe anse prima di entrare in paese [punto acqua]. Si supera Carrega restando sulla strada, al bivio si prende a destra in discesa e si raggiunge il paesino di Fontanachiusa; si rimane sulla strada asfaltata che scende, dopo un ampio tornante si supera un ponte di ferro e si raggiunge il paese di Magioncalda; appena prima di entrare in paese, fatta una curva ad U, si imbocca sulla destra una strada sterrata nel bosco, in costa, che ci porta al borgo abbandonato di Chiapparo; proseguendo si raggiunge la strada asfaltata; dopo circa 1 km si entra a Vegni [punto acqua]. In paese non sono ancora attivi posti tappa di alcun genere. Chi dorme in tenda può fermarsi nell’area giochi all’ingresso del paese, vicino alla fontana. Il pernottamento in struttura è possibile grazie all’ArtB&b di Croso (15 minuti di auto da Vegni): la coppia che lo gestisce è disponibile previo accordi a prendere in auto i camminatori a Vegni e riportarli la mattina dopo.


tappa 5

5. VEGNI – DOVA superiore

Lunghezza: 20 km
Durata indicativa: 6,5 ore

Guida minima della tappa 5

Dal parcheggio di Vegni [punto acqua] si segue la strada sulla destra fino ad uscire dal paese; facendo attenzione ai cani dell’azienda agricola, si prosegue su ampio sterrato che è già sentiero CAI 242; si raggiunge la panoramica Sella Campassi; il sentiero scende e raggiunge i borghi abbandonati di Casoni, Ferrazza e Reneusi, in un dolce saliscendi in costa nel bosco. Dal centro di Reneusi si prende il sentiero CAI 243 che scende deciso fino a Mulino Gelato (qui si attraversa il ruscello su pietre); si risale dal lato opposto fino al paese di Croso [punto acqua]. Da Croso sulla strada asfaltata si scende fino al paese di Campassi; davanti alla chiesa si imbocca in discesa il sentiero CAI 245; alla fine della lunga discesa il sentiero si immette sulla strada asfaltata; si prosegue verso destra fino al paese di Agneto. Si entra nei vicoli del paese fino alla grande fontana coperta [punto acqua]; si segue la strada che sale verso destra, si supera la chiesa e si continua a salire. E’ una lunga strada carrabile a tratti sterrata e a tratti asfaltata che arriva quasi al valico di San Fermo; quando si imbocca di nuovo la strada asfaltata, si scende dolcemente fino a Dova Superiore. Chi dorme in tenda può sistemarsi nei pressi della chiesa, chi pernotta in struttura nel centro del paese trova indicato l’Agriturismo Maggiociondolo.


tappa 6

6. DOVA – BORASSI

Lunghezza: 19 km
Durata indicativa: 5,5 ore

Guida minima della tappa 6

Da Dova Superiore [punto acqua] si segue la strada asfaltata che scende a destra della chiesa; si supera il paesino di Casalbusone e si prosegue fino a Gordena; si sale verso il centro del paesino e si prosegue oltre sulla stradina carrabile fino al borgo di Canarie [punto acqua]; si prosegue in costa sulla strada principale superando la grande chiesa abbandonata e in prossimità del cimitero si prende un largo sentiero sulla sinistra che sale verso il monte Bossola. Raggiunta la Sella Monte Bossola, si prosegue in discesa su sentiero CAI 261 fino al paesino di Prato [punto acqua]; si scende su strada asfaltata fino al paesino di Cavanna [punto acqua] e lo si attraversa fino alla cappellina; di qui si scende a destra per un sentiero, si attraversa una volta la strada asfaltata e si ritorna su strada in fondo, scendendo fino alla località Castellaro; appena cominciano le case si prende una discesa sulla destra; alla strada successiva, si prende nuovamente un sentiero poco battuto sulla destra, che costeggia la strada e passa sotto un ponte, arrivando sul retro del Ristorante Morando, a Mongiardino. Da qui si prosegue in discesa sulla strada asfaltata; ad un certo punto si prende un bivio sterrato sulla sinistra che va verso il fiume, attraversa un guado e prosegue fino alla frazione Ghiare; si continua in piano su strada asfaltata fino ad attraversare il ponte e la località Case di Ragione, tornando sulla strada principale, che si segue in falsopiano in discesa fino a Sisola [punto acqua]. In fondo al paese si imbocca un ponte sopraelevato, subito dopo si prende il bivio a sinistra e dopo pochi metri si entra sulla sinistra al Parco di Mongiardino [punto acqua]. Si prosegue sulla strada che sale a Campo dei Re e poi a Borassi. Il pernottamento in struttura è presso l’Albergo Alpi. E’ possibile mettere la tenda in uno spiazzo vicino all’albergo. (Per chi volesse accorciare la tappa è possibile una sosta tenda con ristorazione anche al Parco di Mongiardino).


tappa 7

7. BORASSI – ARQUATA SCRIVIA

Lunghezza: 21 km
Durata indicativa: —

Guida minima della tappa 7

Da Borassi [punto acqua] si risale il paese su strada e si prende il primo bivio a destra, verso Roccaforte; dopo due curve pronunciate, prima di una terza curva si imbocca sulla destra un tracciolino su prato che taglia parte della strada; al bivio si prende a sinistra entrando nella frazione Corti di Roccaforte; si prosegue su strada, e dopo una curva decisa, sulla sinistra si imbocca un sentiero tra le case che taglia parte della strada; tornati sulla strada si prosegue verso sinistra per un po’, superando la frazione di Ricò; arrivati alla frazione di Costa San Martino [punto acqua], in corrispondenza della chiesa, appena si supera la curva si imbocca un sentiero sulla destra; in salita si raggiunge la strada e ci si trova sulla sinistra una cappellina panoramica; si riprende la strada verso destra e si scende verso Grondona. Appena superata villa Prega (unica abitazione che si incontra) c’è un breve sentiero su prato che taglia il primo tornante. Poche decine di metri dopo, prima di una curva ad U, si imbocca un sentiero in discesa sulla sinistra, che va verso il fondovalle e conduce a Grondona. Prima di entrare in paese si incontra l’Agriturismo In Brega sulla destra. Dalla piazza centrale di Grondona [punto acqua] si va verso sinistra al torrente Spinti, quasi sempre in secca; si attraversa e si cerca il segnavia del sentiero CAI 280, detto anche Giro degli Essiccatoi; si affronta la salita nel bosco fino a Pian del Poggio; qui si prende il sentiero CAI 200, verso Varinella. Da Varinella [punto acqua] si torna alla stazione di Arquata Scrivia [punto acqua] seguendo la strada asfaltata percorsa nella tappa 1.


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